40 anni di SIRI

40 anni di SIRI, 40 anni di Robotica Italiana

· ANNI 70-75

Nel mondo e in Italia la Robotica è al suo inizio: negli USA, Unimate ha installato poche decine di robot, nel 1970 a Chicago si è tenuto il primo ISIR, la conferenza mondiale più importante del settore.

In Italia, vi sono i primi progetti originali: un robot della NORDA su progetto di Gianfranco Duina, un robot di saldatura della SIV su progetto di Luigi Caprioglio, un primo prototipo di robot di montaggio della Olivetti. Nella preistoria della robotica italiana si deve ricordare anche il telemanipolatore MASCOT, non proprio un robot, dell’allora CNEN, oggi ENEA.

 

· ANNI 75-80

COMAU presenta e installa in FIAT i primi POLAR, SEPA (gruppo FIAT) sviluppa un sistema di controllo per robot. Nasce OSAI (Olivetti) per la produzione del robot SIGMA.

In Italia esiste un fermento culturale forte sulla Robotica che si manifesta in vari eventi (commissioni, convegni, ecc.) che coinvolgono diversi Enti, sia accademici che industriali (ANIPLA, CNR, FAST e alcune aziende). In queste sedi viene lanciata da Antonio d’Auria (Olivetti) l’idea di creare una associazione Italiana di Robotica.

La SIRI viene poi  fondata a Ivrea nel  1975: è la seconda associazione al mondo dopo quella Giapponese e Antonio d’Auria ne è il primo presidente. Gli altri soci fondatori sono: Luigi Caprioglio, Gianfranco Duina, Mario Salmon, Rinaldo Michelini, Vincenzo Nicolò, Massimiliano Petternella, Franco Sartorio, Marco Somalvico e Mario Unnia.

Continuano e si rafforzano le ricerche di Robotica nel mondo Universitario. Sono gli anni in cui Marco Somalvico, tra i primi accademici a entrare in questo settore, installa due robot al Politecnico di Milano.

Sempre a Milano, viene organizzata da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE la prima mostra nazionale del settore “NC, Industrial Automation & Robot” e nel 1986 Franco Sartorio esce da DEA e fonda PRIMA che svilupperà diversi modelli quali gli Speedy e la gamma ERNEST, di cui ERNEST-ONE fu il capostipite. Alla fine del decennio viene presentato, sempre da PRIMA, su progetto di Sartorio, ZAC, il primo robot per il taglio laser 3D.

 

· ANNI 80-85

Avendo SIRI organizzato a Milano, con la collaborazione della UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE il convegno ISIR alla fine degli anni 70, l’Italia è la seconda nazione in Europa ad avere questo privilegio e inizia un vero sviluppo industriale del settore.

Nascono ancora nuove aziende produttrici di robot come SIR e vengono presentati sempre nuovi modelli di robot: Pragma di DEA, le linee di saldatura di Bisiach&Carru, Shark di SKF, i robot di verniciatura della BASFER e della SLS e il robot CAMEL di Castoldi. La JOBS presenta uno dei primi robot elettrici a sei gradi di libertà.

La robotica entra come materia ai corsi universitari: uno dei primi corsi viene tenuto a Milano da Mario Salmon, su iniziativa di Marco Somalvico.

 

· ANNI 85-90

In Europa, la robotica Italiana è seconda solo a quella tedesca. Ecco perché tutti i grandi produttori mondiali aprono filiali nel nostro Paese (ASEA poi ABB, KUKA, Hitachi …) che si contraddistinguono per la spiccata capacità applicativa.

Per contro, scompaiono molte piccole aziende che avevano sviluppato dei loro modelli ma crescono gli integratori. Sopravvivono poche aziende selezionate per tecnologia o dimensione, come per esempio COMAU, PRIMA e SAPRI. Nascono comunque ancora nuovi progetti come il Project della Sandretto e il Dexter di FIAR che tenterà sin da allora la strada della robotica spaziale.

Le molte aziende italiane entrate nell’attrezzaggio e nell’integrazione di robot hanno mediamente successo, anche con significativo export: Tiesse Robot, SIR e ARS sono  esempi di aziende che tuttora operano come integratori di robot di terzi. COMAU esporta numerose linee di assemblaggio carrozzeria in tutto il mondo dell’auto e PRIMA diventa leader mondiale nella Robotica Laser.

Nel 89 iniziano, le attività di ricerca finanziate con il Piano Finalizzato Robotica: con questo finanziamento molte Università italiane entrano in questo settore e alcune industrie fruiscono di importanti aiuti all’innovazione. I risultati del piano saranno poi esposti alla EMO di Milano del 1995.

 

· ANNI 90 - 2000

In questi anni la vita della SIRI è pilotata con grande impegno e maestria dal professor Daniele Fabrizi che è anche Presidente dell’International Federation of Robotics (IFR). Fabrizi organizza numerosi convegni e una nuova scuola di robotica a Pavia: sono questi gli anni d’oro della nostra Associazione che pubblica numerosi testi su diversi temi della robotica.

Si struttura nell’attuale forma il “Corso Nazionale Automazione Industriale e Robotica” che raccoglie l’eredità di numerosi corsi organizzati nel quinquennio precedente. Da allora, il corso si svolge con continuità seguendo e documentando l’evoluzione del settore.

La SIRI organizza, nel 1996, un’altra edizione dell’ISIR a Milano.

Lo sviluppo industriale entra in un periodo di rapida crescita e maturazione dei prodotti.

La robotica si espande nel mondo universitario e si consolidano in Italia laboratori a livello mondiale come quelli del Politecnico di Milano, della scuola di S. Anna di Pisa, dell’Università di Genova, del CNR-ITIA e dell’Università di Bologna per la realizzazione di mani antropomorfe. Da queste ricerche di ingegneria biomedica nascono progetti di esoscheletri e innovativi arti artificiali.

 

· ANNI 2000 - 2015

Siamo negli anni in cui la Robotica Industriale entra nel pieno della sua maturità e modernità, ma conosce una fase di cambiamento generazionale dei suoi attori. Scompare Daniele Fabrizi, sostituito da Rezia Molfino nel ruolo di Presidente SIRI.

Nasce a Genova l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) con un’importante sezione per la robotica avanzata e di servizio settore dove erano già attive alcune Università tra cui Padova con il professor Enrico Pagello.

Nel 2002 muore Marco Somalvico, tra i più importanti accademici del settore e nel 2012 Franco Sartorio, tra i più grandi innovatori a livello mondiale.

Arturo Baroncelli, vincitore del premio Engelberger, diventa Presidente IFR. A prova dell’eccellenza della robotica italiana e dell’importanza della SIRI, diventano ben sei gli italiani vincitori di questo premio prestigioso, considerato il Nobel della robotica: Baroncelli si aggiunge a Somalvico, Carretta, Dario, Bracco e Fabrizi piazzando così l’Italia al 4° posto nel mondo, dopo Giappone e USA, quasi alla pari con la Germania.

Siamo ai giorni nostri: 28 ottobre 2015, SIRI celebra i suoi splendidi 40 anni di attività associativa spesa per promuovere e diffondere la cultura della Robotica e dell’Automazione.